È una mattina tersa ad Ankara. Il cielo è azzurro e la temperatura primaverile. Siamo in giro dalle nove, seguendo il nostro Cicerone turco in giro per la città. 

Alì, con il suo passo trafelato, ci accompagna ai piedi di un palazzo di circa 10 piani. Ne saliamo 8 a causa dell’ ascensore rotto, fino ad arrivare alla porta del Cankaya Belediyesi Blind sport center.

Sulla soglia, ci accoglie Yusuf Sayyidan, il presidente dell’Associazione ciechi di Ankara: un uomo basso, che non parla inglese, ma che riesce comunque a trasmetterci l’impegno e la voglia di fare con la sua voce piena di entusiasmo. 

Alì ci fa da interprete, mentre il nostro sguardo corre sugli innumerevoli trofei posizionati su tutte le pareti della stanza. Il presidente ci racconta dei successi sportivi dei suoi atleti, tra cui un sonoro 7 a 0 rifilato pochi giorni fa dalla nazionale turca a quella italiana, in un’amichevole di calcio per non vedenti.

Davanti ad un tè, facciamo la conoscenza di Bircan Simsek. Una ragazza di 26 anni, con un grazioso sorriso, che indossa la maglia della sua nazionale con la quale ha vinto il campionato del mondo nel 2007, in Brasile. 

Ci racconta della sua vita, della sua passione per lo sport e dei suoi studi in scienze motorie con i quali un giorno spera di poter diventare allenatrice. Bircan si allena 6 volte a settimana, solo perché il centro sportivo resta chiuso la domenica. Sogna che la bandiera Turca torni a sventolare presto sul primo gradino del podio. “Non la posso vedere”, ci dice, “ma posso sentire forte la sua energia”.

Nella stanza, seduto in un angolo, c’è un altro ragazzo ad ascoltare. Si chiama Volkan Demir, ed è uno dei ragazzi che ha partecipato alla partita di calcio tra ciechi del giorno prima. Ventisette anni, non vedente da quando ne aveva 6, difensore e grande fan di Cristiano Ronaldo. Ah, dimenticavo, è sposato ed ha un figlio di 2 mesi. Che ci vede benissimo. 

Grazie all’associazione, sia Bircan che Volkan hanno fatto parte di un piccolo esperimento. Insieme ad altri ragazzi con cui condividono la propria passione per lo sport e il proprio handicap hanno convissuto per circa 7 anni, in modo completamente autonomo. In poco più di un’ora, abbiamo imparato che un limite fisico non basta e non deve fermare un uomo. 

Calcio, Atletica, Sollevamento Pesi, Web Design, Informatica, Ingegneria sono solo alcune delle attività e degli studi che i ragazzi svolgono in questo centro. Non solo campioni nello sport, ma anche nella vita.