È una mattina calda e afosa. Ci svegliamo all’ostello Goodmo, a Budapest, e ci prepariamo per la quinta tappa degli Altri Europei in uno dei paesi cardine della crisi migratoria in Europa. Cartina alla mano e lo zaino pieno di materiale,prendiamo la metro e un bus direzione Pilismarot, una piccola cittadina 50 km fuori dalla capitale affacciata sul Danubio.

Dopo un paio di ore arriviamo all’Alexandra Guest House dove ci aspettano i ragazzi di UNAPI (United Against Physical Inactivity). Il coordinatore del progetto Bence ci accoglie con un italiano perfetto e un gran sorriso sulle labbra. Ci racconta della sua esperienza erasmus a Verona e i suoi successivi 8 mesi a Milano dove ha imparato la nostra lingua e la nostra cultura. Dopo un veloce pranzo ungherese Bence e la sua collega Sherin ci introducono al loro progetto UNAPI, uno scambio giovanile inter-europeo incentrato sullo sport e il benessere psico-fisico. All’Alexandra Guest House risiedono 44 ragazzi dai 18 ai 25 anni provenienti da tutta Europa.

Ci spostiamo nel campo da calcio allestito per l’occasione. Per rompere il ghiaccio, chiediamo ai ragazzi di raccontarci cos’ è per loro il calcio in una parola: Freedom, Passion, Unite, Connections, Friendship… Sentimenti comuni che parlano tutti i ragazzi come noi, indipendentemente dalla loro nazionalità. 

Ci prepariamo per il match. Viste le differenze culturali e linguistiche del gruppo abbiamo deciso di mettere in campo una partita un po’ diversa, in pieno stile Altri Europei. I giocatori sono legati ai polsi ad un loro compagno di squadra, formando così due squadre composte da dieci coppie. Il nome scelto: Crazy Match. Ah, dimenticavo, l’altra regola é che non si può comunicare in Inglese.

Il match inizia tra la curiosità dei giocatori e del pubblico. Il primo tempo é Crazy nel vero senso del termine: i ragazzi si comportano ancora come se fossero da soli e in campo c’é una gran confusione. Dopo 20 minuti il risultato é ancora sullo 0 a 0 e l’arbitro manda i ragazzi all’ombra a rinfrescarsi, il caldo é soffocante. Inizia il secondo tempo e la partita cambia radicalmente: i ragazzi hanno capito come muoversi in coppia e la partita assomiglia di più ad un normale match di calcio. 

Le azioni non mancano e i ragazzi si divertono ad interpretare un gioco diverso, fatto di intesa. Arriva finalmente il primo goal al decimo del secondo tempo e seguito da un’esultanza da Champions League. La partita é equilibrata e il tabellino non si muove più fino al triplice fischio dell’arbitro. Le squadre esultano e festeggiano come fossero una cosa unica. 

Tra saluti e abbracci, distribuiamo le nostre magliette e cerchiamo di capire le sensazioni dei ragazzi dopo il Crazy Match: Annah dalla Germania ci dice che é rimasta colpita da come sul campo non ci siano state differenze di età, genere e cultura. Maria dal Portogallo ci dice che é molto contenta perché ha sempre giocato a calcio ma i maschi l’hanno sempre fatta da padrone, oggi invece anche le donne hanno potuto giocare alla pari; Valeria dall’Italia ci racconta commossa di non aver mai partecipato ad un’ esperienza simile. Non possiamo che essere soddisfatti della giornata trascorsa con i ragazzi, che hanno continuato con il terzo tempo davanti ad una meritata birra. Oggi, nel giorno del voto in UK in cui si è decisa l’uscita della Gran Bretagna dall’ Unione Europea, abbiamo chiesto a Richard da Liverpool cosa pensa di questa votazione. Richard ci confida che é sempre stato favorevole all’uscita dall’Unione, ma sono esperienze così che fanno cambiare idea. Uniti siamo più forti.